L’obiettivo di questo articolo è fornire indicazioni che possano aiutare giovani medici o soggetti appena iscritti all’albo dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri, intenzionati ad avviare un’attività in modo autonomo.
La professione del medico può essere esercitata nel settore pubblico, se svolta nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale o se svolta presso cliniche private, o nel privato, tramite l’apertura della Partita Iva, come i liberi professionisti. In qualsiasi caso, per operare si devono conoscere gli obblighi fiscali e previdenziali del contribuente.

Il Medico deve aprire Partita Iva?
Per esercitare l’attività come Medico non è indispensabile avere Partita IVA, tuttavia ci sono delle eccezioni.
E’ indispensabile averla nel caso in cui, l’attività professionale venga svolta:
La procedura di apertura della Partita IVA da medico, si dovrà individuare il Codice ATECO più corretto da associare ad essa. Il codice può variare sia a seconda del grado di specializzazione del professionista, sia in base alle attività, alle prestazioni ed ai servizi erogati.
Per i medici generici, non ancora specializzati, il Codice ATECO da utilizzare è:
- 86.21.00 – Servizi degli studi medici di medicina generale
Per i medici specializzati, invece, la scelta ricade tra i seguenti codici:
- 86.22.01 – Prestazioni sanitarie svolte da chirurghi
- 86.22.02 – Ambulatori e poliambulatori del Servizio Sanitario Nazionale
- 86.22.03 – Attività dei centri di radioterapia
- 86.22.04 – Attività dei centri di dialisi
- 86.22.05 – Studi di omeopatia e di agopuntura
- 86.22.06 – Centri di medicina estetica
- 86.22.09 – Altri studi medici specialistici e poliambulatori
Ricordiamo, comunque, che le prestazioni appartenenti ai codici sopra elencati possono essere svolte non solo in studio, in ambulatorio o in una struttura privata, ma anche, ove necessario, presso il domicilio del paziente.
Invece, non sussiste l’obbligo di apertura della partiva Iva come medico nel caso in cui:
In questi ultimi tre casi, i compensi percepiti dal medico sono assimilabili al reddito di lavoro dipendente, ai sensi dell’art. 49, comma 1, del DPR n. 917/86.
La scelta del regime fiscale: Forfettario o Ordinario?
Le differenze principali sono:
Regime Forfettario
Adottando questo regime, si potrà accedere ad agevolazioni fiscali e contabili.
Il limite di accesso da rispettare è la soglia dei 65.000 euro di ricavi all’anno più altre condizioni relative all’investimento in strumenti di lavoro e un limite ai costi sostenuti per l’eventuale personale dipendente.
Il carico fiscale è costituito da un’imposta sostitutiva unica, con un’aliquota del 5% per i primi 5 anni di attività professionale e successivamente un’aliquota del 15% del proprio reddito imponibile.
Il reddito imponibile è la base sulla quale si calcolano imposte e contributi da versare. Si ottiene dall’applicazione del coefficiente di redditività ai ricavi conseguiti. Sull’imponibile ottenuto si calcolerà l’imposta sostitutiva e i contributi.
Il coefficiente di redditività è associato al Codice Ateco che si sceglie in fase di apertura della Partita Iva. In questo caso è pari al 78%
Ulteriore facilitazione è costituita dal fatto che i compensi non sono assoggettati ad IVA.
Regime ordinario
Qualora si superino i limiti di fatturato posti al Regime Forfettario si dovrà, oltre a rispettare gli obblighi di tenuta contabile, applicare la tenuta della contabilità per cassa. Questo regime comporta il versamento dell’IRPEF in funzione agli scaglioni di reddito, ovvero con imposte crescenti (dal 23% al 43%) all’aumentare del reddito imponibile.
Contribuzione
In quanto Medico le scelte contributive sono due:
Se siete interessati a questa tipologia di attività professionali e desiderate avere maggiori informazioni contattateci compilando il form o chiamando i numeri che trovate qui. Analizzeremo il vostro caso per poter scegliere la soluzione più conveniente. Vi ricordo che lo studio è sempre disponibile ad una consulenza gratuita di 30 minuti.
Autore:
Dott. Jacopo Rolli
Esperto Contabile presso Studio Rolli.
Esperto nella gestione del regime forfettario e del fisco per i professionisti del web.