L’art. 18 del D.L. n. 124/2019, collegato alla legge di Bilancio 2020, prevedeva la graduale riduzione del limite di utilizzo del contante che è passato dal precedente limite di 3.000 euro al limite di 1.000 euro per singola transazione.
Il passaggio è previsto in due fasi:

Cosa significa limite dei pagamenti in contante?
La nuova soglia per i pagamenti in contante è stata fissata a 999,99 euro a partire dal 1° gennaio 2022. Si sottolinea che già 1.000 euro tondi rappresenterebbero una violazione della norma.
Serve, però, effettuare una precisazione sull’applicazione di questo limite, ossia:
Inoltre, si aggiunge la possibilità di effettuare pagamenti “misti”: una parte in contanti e una parte con strumento tracciabile. Per esempio, il pagamento di una prestazione 1.600 euro, può essere saldata con 900 euro in contanti e 700 euro con strumento tracciabile.
L’importante è non superare mai la soglia di 999,99 euro in contanti per un singolo pagamento.
Come cambiano le sanzioni?
Il primo elemento da segnalare è che la soglia di 999,99 euro non deve essere mai superata né da chi paga né da chi riceve il denaro, entrambi sono passibili di sanzioni.
Le nuove norme prevedono con l’abbassamento della soglia anche la diminuzione della sanzione minima per chi trasgredisce: dopo l’accertamento, il minimo che si dovrà pagare sarà di 1.000 euro (la sanzione minima era fino al 2021 di 2.000 euro).
Questa regola non riguarda però i professionisti e tutti i soggetti che hanno l’obbligo di dichiarare eventuali irregolarità alle direzioni territoriali: in questi casi, le sanzioni comminate vanno da 3.000 a 15.000 euro.
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Autore:
Dott. Jacopo Rolli
Esperto Contabile presso Studio Rolli.
Esperto nella gestione del regime forfettario e del fisco per i professionisti del web.