Come trasformare una passione in un’attività

In questo periodo di pandemia, molte persone stanno provando a reinventarsi e a buttarsi in nuovi ambiti lavorativi. Qualche settimana fa, una nostra cliente a cui elaboriamo il modello 730, ci ha contattato piuttosto amareggiata a causa del periodo che la vede a casa in cassa integrazione da diversi mesi. Parlando di questo suo disagio, mi ha raccontato che una delle poche note positive di questa situazione di incertezza è che ha potuto concentrarsi nella sua passione di pasticciera, dove nel suo piccolo è sempre riuscita a destreggiarsi molto bene ottenendo dei buoni consensi sia sulle sue pagine personali dove pubblica le sue creazioni e sia da parte di chi ha la fortuna di assaggiarle. Essendo stato colpito da questa sua passione da auto-didatta, l’ho informata di una figura professionale ancora poco utilizzata in Italia, ma già ben avviata in altri paesi, che non necessita di titoli di studio specifici.

Tale attività ha il nome di ”I.A.D.” Impresa Alimentare Domestica.

Da qualche anno la Comunità Europea riconosce questo tipo di micro-impresa che produce prodotti gastronomici tra le mura di casa e poi li commercializza. Quali prodotti? Tutto ciò che vi viene in mente esclusi gli alcolici. I requisiti personali utili per questa attività sono: essere maggiorenni ed essere a conoscenza delle norme igienico-sanitarie in materia di trasformazione di cibi (attestato HACCP). La cucina di famiglia può essere il luogo di lavoro dove svolgere la propria attività, purché soddisfi le regole dell’ASL.

Un ulteriore vantaggio di questa figura professionale è il canale di vendita, in quanto può essere svolta in qualsiasi modalità si preferisca, dal mercato rionale, con consegna a domicilio, online con inserzioni sui social o affittando un furgone e vendendo in modo ambulante, ecc.

Come aprire una I.A.D.?

Prima di tutto occorre aprire una partita IVA e scegliere il regime fiscale che è più conveniente in base alla realtà persona. Consiglierei di partire con un regime forfettario che prevede tassazioni dal 5% per 5 anni per chi è una start-up e al 15% fino a 65.000,00 euro di incassi. Bisognerà aprire una posizione INPS per versare i contributi per la propria pensione e iscriversi presso la Camera di Commercio di competenza producendo un documento chiamato SCIA nel quale si indicheranno i beni che si intende commercializzare.

In tutti questi passaggi, l’assistenza dello studio sarà costante in modo tale da togliere il pensiero al cliente da questioni burocratiche, lasciandolo concentrato nella sua attività o come nell’esempio della nostra cliente nelle sue deliziose creazioni.

Per qualsiasi delucidazione in merito a queste tipologie di figure professionali, lo studio è sempre disponibile ad una consulenza gratuita di 30 minuti.

Questo argomento è stato trattato dal Dottor Pierluigi Rolli nella rubrica che tiene all’interno della rivista Sebino News.

Autore:

Dott. Jacopo Rolli

Esperto contabile presso presso Studio Rolli.

Esperto nella gestione del regime forfettario e del fisco per i professionisti del web.

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